Vademecum

Posologia del sesso

di Lucrezia Holly Paci
Tre volte la settimana previene ictus e infarti. Ma più di 20 volte al mese fa male alla salute.
Fare sesso più di 20 volte in un mese può diventrare dannoso per la salute.

Fare sesso più di 20 volte in un mese può diventrare dannoso per la salute.

Maratoneti del sesso, astinenti, schizzinosi o equilibrati: l’atteggiamento nei confronti della sessualità varia di persona in persona. Esiste però un modello da seguire, che stabilisca frequenza e ritmi ideali? Per rispondere alla domanda, negli ultimi anni alcuni ricercatori si sono dati da fare per delineare una sorta di “bugiardino” del sesso.
TRE VOLTE A SETTIMANA PER PREVENIRE ICTUS E INFARTI
Che l’attività amorosa faccia bene al sistema cardiocircolatorio è risaputo: nulla di nuovo, fin qui. Chi fa l’amore almeno tre volte a settimana però (se non di più) è maggiormente protetto da infarti e ictus. A dirlo è uno studio del Queens University di Belfast, che ribadisce l’influenza benefica di una pratica sessuale costante anche sul sistema osseo maschile. Avere un primo criterio di riferimento per la frequenza è senz’altro utile, ma che dire di più?
PIU’ DI 20 VOLTE AL MESE È NOCIVO
Ma mai esagerare. La Stanford University e l’Università del Michigan sono state concordi nel precisare che troppo sesso provocherebbe alla coppia più danni che benefici. Se da un lato una carenza è responsabile del deperimento di alcune cellule fondamentali dell’organismo, dall’altro un’eccessiva attività risulterebbe nociva.
Specie ai meccanismi genetici, condizionatori della durata media della vita, che causerebbero un decadimento cellulare prematuro nei soggetti coinvolti. In particolare, farlo per più di 20 volte al mese rappresenterebbe un rischio di deperimento per l’uomo, a seguito di un eccessivo rilascio di feromoni femminili, e di invecchiamento precoce per la donna, a causa di una tossina nociva rilasciata dalla controparte maschile nel rapporto.
IL VERO PIACERE SI HA OLTRE IL SETTIMO MINUTO. OLTRE I 13 È NOIA
Due minuti volano e lasciano insoddisfatti. Dal terzo al settimo minuto il sesso si comincia ad assaporare, ma non ancora del tutto. Il vero piacere si raggiungerebbe tra il settimo e il tredicesimo minuto, consigliato come limite per la chiusura del rapporto. Un risultato che può lasciare perplessi, quello diffuso dalla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine che ha riportato quanto emerso da uno studio americano. Cinquanta specialisti della Society for sex therapy and research di Washington hanno dimostrato come una durata superiore ai 13 minuti faciliti cali di attenzione durante il rapporto sessuale, che si trasformerebbe da quel momento in poi in un imbuto per distrazioni, pensieri e preoccupazioni quotidiane. Quindi sfatato il mito della durata, per cui il sesso non è bello se non dura a lungo.
Insomma, come dicevano i latini: est modus in rebus (c’è un buon senso in tutto). Dunque, via libera al desiderio, ma occhio alle abbuffate: anche nell’intimità la moderazione premia.

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