Crisi

Troppo poveri per curarsi

Sono 4,8 milioni gli italiani che rinunciano al proprio diritto alla salute per mancanza di denaro.
In questi ultimi annoi gli ambultaori che offrono cure gratuite hanno avuto un vero e proprio booom.

In questi ultimi anni gli ambulatori sociali che offrono cure gratuite hanno avuto un vero e proprio boom.

La crisi ha portato sempre più italiani a risoparmiare su spesa, vacanze e anche salute. I numeri riportati dal report della Fondazione Banco farmaceutico Onlus parlano chiaro: sono quattro milioni e 800mila gli italiani che rinunciano quotidianamente a esercitare il proprio diritto alla salute. Quasi il 7% della popolazione non si cura oppure si rivolge agli ambulatori che distribuiscono prestazioni mediche gratuite e farmaci che arrivano da donazioni. Sono 1.500 gli enti caritativi che collaborano con il Banco farmaceutico e offrono aiuto concreto a 680mila persone l’anno.
Un quadro che colpisce specie se si considera che la povertà sanitaria comunemente la colleghiamo a nazioni sottosviluppate e non a una repubblica che ha scritto nella propria Costituzione, all’articolo 32, il riconoscimento universale del diritto alla salute.
NON SOLO BARBONI ED EXTRACOMUNITARI
«Oggi tanti non riescono ad accedere a una cura necessaria a causa della propria condizione economica» ha spiegato ai media Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco farmaceutico Onlus. «Noi del Banco farmaceutico ci interessiamo in particolare delle cure farmacologiche, ma queste rappresentano solo una parte del fenomeno. Anche in un paese come l’Italia che ha un sistema sanitario universale che dovrebbe coprire tutti, in realtà secondo i dati Istat a carico dello Stato è solo il 61% della spesa sanitaria globale degli italiani».
Dei 680mila pazienti curati gratuitamente dai 1.500 enti territoriali convenzionati con il Banco su un totale di 5 milioni di poveri sanitari, il 57% è rappresentato da italiani e uno su tre è un minore.

 

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