Polemiche

Coltivare marijuana non è più reato

Il decreto svuotacarceri votato alla Camera depenalizza l'uso personale delle droghe leggere.
Con il decreto svuotacarceri coltivare marijuana in casa non è più reato.

Con il decreto svuotacarceri coltivare marijuana in casa non è più reato.

Approvato il 2 aprile con il voto alla Camera il contestatissimo decreto «svuotacarceri»: il provvedimento, che comporta alcune depenalizzazioni significative per tutti i reati che prevedono la sola pena della multa o dell’ammenda in caso di condanna, di fatto rende possibile la coltivazione domestica di piante dagli effetti stupefacenti e quindi sinora vietate, come la marijuana.

LA CONFERMA DI ALCUNE SENTENZE
L’opportunità di depenelizzare la coltivazione domestica della marijuana è un tema di cui si discute da tempo: a marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ha sancito che coltivare marijuana a uso personale non è previsto dalla legge come reato. Il caso specifico vedeva imputati due giovani arrestati (e immediatamente rilasciati) dai carabinieri due settimane fa, dopo che da una perquisizione domiciliare erano state trovate quattro piantine di cannabis e otto grammi di stupefacente. L’avvocato difensore dei giovani, Carlo Alberto Zaina, del foro di Rimini, ha sollevato una questione di legittimità sull’art. 73 della normativa in materia di stupefacenti, la Fini-Giovanardi, sulla liceità della coltivazione di stupefacenti: la legge equipara derivati della cannabis, oppiacei e cocaina. Ma esiste una normativa del Consiglio d’Europa che sostiene non si possano equiparare droghe pesanti e droghe leggere. E il Consiglio d’Europa, con la legge 757/gai del 2004, ha spiegato: «Sono punite tutte le condotte concernenti gli stupefacenti, salvo quelle che vedono un uso esclusivamente personale, laddove lo Stato ne ammetta l’uso personale, come l’Italia». E adesso, con lo svuotacarceri, la possibilità di coltivare cannabis per uso personale è definitivamente depenalizzato.
I DUBBI
Resta da chiarire, a questo punto, quale sia il criterio con cui decidere dove sia il limite dell’uso personale, in termini di quantità che è possibile coltivare. Sarà necessario fissare parametri chiari, ora che il decreto è stato definitivamente approvato.

 

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