Tensione

Ucraina spettro scissione

Uomini armati filorussi hanno attaccato il Parlamento di Sinferopoli in Crimea. Caccia russi pattugliano il confine.
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L’aviazione russa  in azione nei cieli ucraini.

Lo spettro della scissione si abbatte sull’Ucraina, con la comparsa delle prime barricate contro-rivoluzionarie; le hanno erette alcune centinaia di russofoni davanti alla sede del parlamento di Crimea, a Sinferopoli, la capitale, dove il 26 febbraio ci sono stati i primi scontri con la minoranza etnica dei tartari, schierati con Kiev. Le barricate sono state fatte con legno, pezzi di metallo, botti e pneumatici. I poliziotti per ora non intervengono. L’obiettivo dei russofoni è la convocazione di un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina.
Un gruppo di persone armate e in divisa mimetica, senza segni distintivi, è penetrato nella sede del parlamento e del governo della Crimea. La polizia non è intervenuta. Alcuni manifestanti hanno riferito che si tratta di filorussi.
IRRUZIONE IN PARLAMENTO
Una trentina di persone, riferisce l’agenzia Interfax, ha fatto irruzione nel parlamento sparando contro i vetri dell’ingresso. Poi ha tolto dal pennone la bandiera ucraina e hanno issato il tricolore russo, che sventola insieme a quella della repubblica di Crimea. Il blitz è stato confermato anche dall’agenzia di stampa del parlamento.
A compierlo, secondo la tivù Rossia 24, sono state forze di autodifesa della popolazione russofona. Gruppi che si stanno organizzando anche in altre città della Crimea e che, secondo Ria Novosti, hanno intenzione di convergere su Sinferopoli.
KIEV, POLIZIA IN ALLERTA
A Kiev il ministro dell’interno ucraino ad interim, Arsen Avakov, ha messo in allerta le forze di polizia, comprese quelle speciali. E  sulla propria pagina Facebook ha precisato di avere preso questa decisione «per fronteggiare lo sviluppo di azioni estremiste» e «scontri armati nel centro della città ed evitare un bagno di sangue». Le forze dell’ordine hanno bloccato tutto il quartiere adiacente alla sede del Parlamento.
AVIAZIONE RUSSA NEI CIELI UCRAINI
Intanto l’aviazione russa sta pattugliando lo spazio aereo occidentale del Paese dopo lo stato di allerta deciso ieri dal presidente Putin, che è anche comandante delle forze armate. Lo scenario simulato è quello di un bombardamento dei bersagli nemici, in luoghi che saranno resi noti solo dopo l’esercitazione.
Anche i paracadutisti e i marine russi si stanno trasferendo nelle zone di esercitazione prestabilite, che non sono ancora note. Il loro sbarco rientra sempre nelle manovre ordinate ieri da Putin, con il coinvolgimento di 150 mila uomini, 90 aerei, 120 elicotteri, 880 carri armati, oltre 1.200 mezzi di vario genere e sino a 80 navi della flotta del Nord e del Mar Baltico.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 27-02-2014 12:31 PM


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