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Slot machine per bimbi, è allarme

App e slot giocattolo per piccoli dai 4 anni in su. Obiettivo? Diffondere la cultura dell'azzardo.
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E’ allarme per l’arrivo sul mercato di sempre più slot per bambini e ragazzi. Un modo subdolo per educare alla cultura dell’azzardo.

Jingle accattivanti e soldi come se piovesse, proprio come quelle delle slot per adulti. Peccato che siano per bambini e se non sei un genitore più che attento e accorto neanche ci fai troppo caso che la nuova app, scaricata sull’inseparabile tablet, sia una vera e propria simil-slot.
Certo in questo caso non si vincono soldi ma ‘upgrade’, il risultato però è lo stesso: induce alla dipendenza proprio come succede agli adulti, online o nelle sale giochi di cui sono piene le strade. «Non c’è da fare del proibizionismo o al contrario ‘legalizzare’, a monte del tema slot c’è un problema culturale che è urgente risolvere», ha avvertito Simone Feder del movimento No-slot, figura tra le più note della battaglia che tenta di arginare un fenomeno che ha assunto grandi dimensioni e conseguenze drammatiche.
LE APP SLOT MACHINE SONO 19 PER ORA 
Delle  2.200 app categorizzate slot machine, 19 (e crescono ogni giorno) hanno il tag ‘per bambini’ e per età 4-8 anni, così si diffonde in maniera pervasiva «una ‘cultura’ dell’azzardo», per cui subdolamente finisci per non avvertire il pericolo nè l’assurdità di un gioco così. I titoli stessi spesso evocano le slot o magari sono categorizzati, come capita a I Lupi, uno dei più in voga, come ‘gioco d’azzardo’, come niente fosse.
Già, chiamarlo gioco: «La parola azzardo non si trova quasi mai, neppure nei gratta e vinci, neppure nelle lotterie, anche in quelle online che ormai stanno invadendo i siti anche d’informazione. Ci stanno rubando anche il nome ‘gioco’ ed è tutto fatto apposta per rendere indefinito lo spazio di confine tra lecito e non lecito, ignorando che tutto questo crea una grande dipendenza» aggiunge Feder che è anche psicologo e giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. «Come Movimento No Slot  abbiamo già condotto esperimenti: se in un centro commerciale si sentono i suoni di una slot machine, un bambino si avvicina pronto a giocare. In questo modo alleviamo futuri slot-dipendenti, che cresceranno pensando che questo significhi ‘giocare’».
L’IMPORTANTE È FIDELIZZARE
Far passare per ‘normale’ tutto questo è proprio il pericolo maggiore. Accade sul web ma anche nella realtà: sono tanti gli esercizi che accanto alle slot con il divieto ai 18 anni cominciano a mettere quelle per ragazzi: sirene ammiccanti che hanno preso il posto dei vecchi flipper o dei videogiochi a gettone. Si vincono dei ticket per giocare di nuovo…più si è fortunati, più ticket si accumulano e alla fine si ritira un premio, che può essere anche un Ipad. Si chiamano Ticket redemption queste macchinette sputa ticket, ognuna un punto. Nei centri commerciali, nei bowling stanno spopolando. Il tema è così ‘sdoganato’ che a Milano la settimana scorsa in un cinema tra i trailer che precedevano la proiezione di un film per bambini è andata anche una pubblicità di una sala slot.
LA CULTURA COME ARMA DI DIFESA
Dunque come arginare questa pericolosa piaga? Feder è in sintonia con le giovani generazioni e la risposta per lui è una sola:  «Educazione e cultura sono le nostre uniche armi per far capire ai ragazzi che il futuro non è tentare la fortuna con una slot o un gratta e vinci. La gran parte di loro è privilegiata, non sa cosa significa soffrire, non sa come ci si può ridurre con genitori che si giocano lo stipendo o chiedono i soldi agli usurai» dice e aggiunge. «Bisogna dirglielo, farglielo sapere perchè loro non siano indifferenti. E quanto questo accade il risultato è immediato: scrivono lettere, si impegnano con il movimento, convocano assemblee, si fanno protagonisti. Sono sicuro: i giovani ci salveranno».

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